Aggiornamenti su Silvia, Costa, Billy e Marco

Costa, Silvia e Billy sono da 11 mesi prigionieri nelle carceri svizzere, a febbraio sono state chiuse le indagini. Dopo il loro arresto la procura di Torino ha aperto un’indagine per 270bis e 280bis (non potendo essere processati due volte per lo stesso reato sono stati formulati capi d’accusa non contestati nel procedimento svizzero) e ha chiesto e ottenuto di poter accedere alle informazioni raccolte dalle autorità elvetiche per avviare una collaborazione di indagine. Così ad oggi c’è uno scambio d’informazioni tra la procura federale svizzera e quella di Torino. Infatti all’ultimo interrogatorio erano presenti digos e procura torinesi.  Costa, Billy e Marco sono stati trasferiti ripetutamente e sono stati informati che verranno spostati con frequenza, chiaro tentativo di ritorsioni nei loro confronti. All’isolamento, il blocco della posta, si aggiungono trasferimenti improvvisi con tutto quello che comportano: difficoltà a costruire legami con gli altri prigionieri, tempi di attesa per riavere la propria roba nelle celle di destinazione, uno tra i tanti metodi per tentare di piegare e stroncare la possibilità dei prigionieri di mantenere attiva la propria partecipazione alle lotte. Le mura di un carcere, le sbarre alle finestre, l’isolamento, il blocco della posta non servono a sopire, stroncare i desideri di libertà di chi viene rinchiuso e che tenacemente con la testa alta continua a lottare. E noi con loro. Per un mondo senza sfruttamento, contro la civiltà tecno industriale, per un esistenza libera e selvaggia.

Contributions à la lutte – Opuscolo con scritti di Costa, Silvia, Billy e Marco tradotti in francese