Post 487

bsc

IL PROCESSO A BILLY SILVIA COSTA SI AVVICINA: RILANCIAMO LA LOTTA ALLE NOCIVITA’

Sono passati quasi cinque anni dal nostro arresto in Svizzera, quando ad un posto di blocco sul passo dell’Albis, nel Canton Zurigo, venne rinvenuto nell’auto su cui viaggiavamo dell’esplosivo, alcune bombole di gas propano, taniche di benzina e diverse copie di uno scritto rivendicativo a firma Earth Liberation Front Switzerland. Obiettivo dell’attacco rivendicato negli scritti era il “Binning and Rohrer Nanotechology Center”, una struttura allora in costruzione, di proprietà dell’ IBM e in collaborazione con l’ETH, il Politecnico federale di Zurigo.

Il processo si tenne un anno e mezzo dopo il nostro arresto con tre accuse a nostro carico: atti preparatori punibili di incendio intenzionale; occultamento e trasporto di materie esplosive; commercio non autorizzato (importazione) di esplosivi. Le richieste di pena formulate dal procuratore federale Hansjörg Stadler, tra i 3 anni e 4 mesi e i 3 anni e 8 mesi vennero ampiamente accolte dal giudice federale Walter Wütrich, la quale corte confermò tutti i capi d’accusa ad eccezione del traffico (importazione) illecito di esplosivi, accusa dalla quale fummo assolti.
Parallelamente, la procura di Torino aveva da subito dato avvio ad un’indagine a tutto tondo intorno alle cartucce di esplosivo che gli svizzeri ci trovarono addosso, con l’obbiettivo di poterne determinare la provenienza. Ad indagine conclusa, le accuse a nostro carico ipotizzate dal pm Enrico Arnaldi Di Balme, sono pure tre: atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e trasporto in luogo pubblico di esplosivi e ricettazione per l’esplosivo, accuse tutte aggravate dalla finalità di terrorismo.

In questi 5 anni passati, la nostra analisi del presente ha solo continuato a confermarsi e, conseguentemente, il nostro sentire anarchico ed ecologista non ha potuto che rafforzarsi. Le nano – biotecnologie sono gli ultimi sentieri battuti dalla corsa del sistema capitalista tecno-industriale al saccheggio e alla devastazione della Terra. Sentieri che, come tutti quelli precedenti (si pensi all’era dell’industrializzazione), presentano come miracoli cio’ che, possiamo facilmente immaginare, in futuro è destinato a trasformarsi in incubo.
Tecnologie che nascono dal cambio di visione del mondo che l’era informatica ha portato con se, soppiantando la visione meccanicista delle leve e degli ingranaggi con una visione matematica fatta di bits d’informazione in cui la realta’ tutta deve poter rientrare in un algoritmo. Una visione nuova che si e’ affermata perche’ meglio risponde alle esigenze del sistema. Affermandosi, ha schiuso alla scienza delle possibilità fino ad ora pressoche’ inimmaginabili per adempiere a quel compito che i tempi e l’autofagia del sistema le richiedono con sempre piu’ impellenza: riuscire ad appropiarsi di ogni cosa nell’universo per scomporla nei suoi più piccoli, infinitesimali componenti, nei suoi “bits”. Ovvero, arrivare ad ottenere una qualche unità di base universale, attraverso la quale gli scienziati possano ridurre tutto l’esistente ad un grado sufficiente d’interscambiabilita’ ed
equivalenza, affinchè in seguito, con l’ingegnerizzazione di questa nuova (perche prima inaccessibile) materia prima, ogni cosa di questo universo diventi fruibile alle necessità del dominio. Queste tecnologie sono dunque per il sistema un pilastro su cui rifondare i processi produttivi e di approvvigionamento, fondamentali per la sua crescita.
Una crescita che si vorrebbe senza fine in un pianeta saccheggiato già oltre ogni limite delle sue possibilità. E la convergenza delle scienze, cosi come con gli OGM, è l’ultima delle promesse di uno sviluppo che avrebbe dovuto risolvere la crisi ecologica a cui ci ha portati lo stesso progresso ecocida.

Come già detto in un precedente scritto, il “Binning and Rohrer Nanotechology Center” è stato reso operativo ed inaugurato pochi mesi prima del nostro processo in Svizzera. Da quasi tre anni a questa parte offre 950m2 di superficie alla collaborazione per la ricerca di base su nuovi materiali ed elementi di costruzione in scala nanometrica. Un luogo di ricerca che permetterà ai ricercatori, tanto di IBM che dell’ETH e di altri partner, di spingere la conoscenza, ma soprattutto le possibilità di applicazione delle nanotecnologie, ben oltre, ma molto
ben oltre, l’attuale impiego raggiunto tra cosmetici, pneumatici o spray nanotech. Cosi assicura il direttore della struttura, Matthias Kaiserswerth. Per noi, per quanto quelli di IBM o dell’ ETH si vantino di avere tra le mani un laboratorio unico al mondo – e per certi aspetti hanno pure ragione – la realtà è che i luoghi dentro cui si sta spingendo l’ingegnerizzazione e la manipolazione del vivente e del pianeta sono molti e, soprattutto, sono un po’ ovunque. Dai centri di ricerca delle multinazionali alle università, dai poli scientifici alle istituzioni di ricerca sovranazionali, un mondo che si muove in parallelo alla realtà che viviamo, e che sulla nostra testa progetta e costruisce il futuro che ci verrà imposto e i cui lineamenti già li abbiamo sotto gli occhi. Un mondo che ha un nome e un indirizzo.

Negli anni abbiamo sempre più sentito l’urgenza di provare a costruire lotte contro questo sviluppo, partendo proprio dalla comprensione della sua imprescindibilità per il sistema, oltre che per la nocività che gli sviluppi bio e nanotecnologici rappresentano. Nocività, e conviene chiarirlo, non in quanto danno alla salute umana, problema ambientale, ma in quanto rapporto tra potere e tecnologia che si traduce in rimodellamento\sostituzione\distruzione degli ecosistemi e del vivente.
Un concetto di nocività ben più ampio e che si ricollega a filo diretto all’unica vera nocività rappresentata dal sistema stesso. Un’urgenza che continuiamo a sentire e per cui, davanti a questo salto in avanti che il sistema tecnologico ed industriale sta compiendo, rimaniamo convinti di come questa si debba tradurre in una critica necessariamente radicale e che non possa prescindere dal contesto sociale e economico, di cui queste nocività sono il prodotto e per cui sono necessarie. Critica che a sua volta sappia trasformare i fiumi d’inchiostro e le parole, necessarie per esprimerla e svilupparla, in lotta e azione diretta.
Rimaniamo dunque ancora convinti/e della necessità di sviluppare lotte ecologiste radicali per contrastare questo sviluppo tecno-industriale mortifero, tracciando però come linea chiara quella di vedere nella lotta unicamente una reale possibilità per rimettere tutto in discussione, e non uno spazio in cui provare a ritagliarsi la propria parte nel teatrino politico o per offrire alternative “eco-sostenibili” al sistema.
Quello che vediamo è come i luoghi del potere tecno-scientifico si stiano decentralizzando e molecolarizzando in una costellazione di interessi e progetti ultra specifici, nonostante poi tra loro siano sempre e necessariamente interconnessi. Intervenire e colpire là dove più nuoce è sempre meno evidente e facile da capire. Una continua fonte d’ispirazione in questo senso è rappresentata da chi, in tutto il mondo, continua a sentire l’urgenza della lotta, portando avanti progetti, campagne, mobilitazioni e lotte in difesa di quanto ci si sente parte, e di sabotaggio e attacco distruttivo contro quegli ingranaggi che compongono il sistema industriale tecno-scientifico, patriarcale e capitalista.
Mettersi in gioco attraverso la lotta, sappiamo bene che probabilmente, presto o tardi, significa dovere fare i conti con la repressione e da questo non si sfugge. Quello da cui pero’ si puo’ e anzi si deve sfuggire, è lasciare soli/e coloro che sono colpiti/e dalla repressione.
Il sostegno ai/alle prigionieri/e e’ qualcosa a cui non si puo’ prescindere, e oltre alla solidarieta’ e supporto piu’ immediato, altrettanto importante e fondamentale e’ il dare seguito alle lotte per cui compagni/e stanno pagando.
Nel nostro caso, trovandoci fuori da quelle mura, abbiamo davvero apprezzato le energie di tanti/e che attraverso serate e iniziative negli ultimi mesi, oltre al calore del supporto piu’ immediato e necessario, hanno dato spazio al nostro caso ma, soprattutto, alle tematiche su cui ci preme un confronto e il trasmettere il nostro sentire. Questo per noi rimane fondamentale.
Il 23 aprile e’ la data in cui e’ stata fissata l’udienza preliminare, dove si deciderà se verrà fatto o meno questo processo “déjà vu”. Da parte nostra, quello che sentiamo, non e’ tanto un interesse a richiamare l’attenzione sul nostro caso specifico, sul processo nei nostri confronti, quanto più la voglia di riuscire a trasformare questo
momento in un’occasione, anche di mobilitazione, per rilanciare queste tematiche e il sentire che ci accomuna.
Mettere al centro non la repressione, ma l’agire senza delegare ad altri/e contro le bio e le nanotecnologie, contro il nucleare, contro ogni altra nocivita’ di questo sistema mortifero e in sostanza: contro questo presente di annientamento e devastazione.

Per la liberazione della Terra. Per la liberazione animale.
Billy, Costa, Silvia, Febbraio 2015

In vista del processo ci troviamo a sostenere numerose spese legali, chiediamo a tutte e tutti supporto con iniziative benefit e donazioni al conto corrente postale intestato a Marta Cattaneo codice IBAN:
IT11A0760111100001022596116, specificare la causale: solidarietà a
Silvia Billy Costa

Per contatti: info@resistenzealnanomondo.org

www.resistenzealnanomondo.org, www.silviabillycostaliberi.noblogs.org

Aggiornamento su Silvia, Billy e Costa

Ciao a tutt*,
nello scorso mese di dicembre sono uscite un po’ di “novità” rispetto al nostro caso, e in queste poche righe ne diamo un aggiornamento.
Eravamo rimasti con il ricorso da parte dei nostri avvocati alla sentenza emessa al processo di Bellinzona. Il ricorso fu accolto dal Tribunale Federale di Losanna che ordinò la riformulazione della sentenza , dando la possibilità alle parti di argomentare nuovamente le proprie posizioni alla luce di alcuni documenti che, in un primo momento, la Procura Federale aveva lasciato fuori dagli incarti depositati e che poi, su ordine sempre del TF di Losanna, si sono visti costretti a mettere agli atti.
Questi documenti erano in sostanza uno scambio di informazioni tra la Procura Federale, l’Ucidigos , ed il sistema informativo dell’Europol “SIENA” (Secure Information Exchange Network Application) sul nostro conto e sul conto di alcuni ex co-inquilini, contenenti informazioni tutt’altro che segrete, come luoghi di residenza, partecipazioni a collettivi redazionali, precedenti, tendenze politiche attribuite e addirittura… ex-morose avute. Ciò nonostante questi documenti erano marcati con un codice “H”, e lo stesso sito dell’Europol ci informa essere il codice usato per le informazioni “confidenziali”. Informazioni per altro molto approssimative, se non addirittura sbagliate.
Ancora una volta comunque è chiara l’incompletezza di quanto depositato, visto che all’interno delle informative c’erano riferimenti ad altre pagine non messe agli atti dalla Procura Federale.
Ciò nonostante si trattava, in sostanza, di ulteriore carta che nulla cambiava all’insieme delle cose, e sommata alla decisione di affidare la riformulazione della sentenza agli stessi giudici, il risultato è una fotocopia, filo per segno, della precedente sentenza, andando ad escludere in modo categorico le argomentazioni portate avanti dai nostri avvocati attraverso il ricorso, dove mettevano in discussione la legalità stessa del processo, sostenendo un lavoro coordinato tra l’intelligence italiana e svizzera per arrivare al nostro arresto, quindi illegale per le loro stesse leggi.
In realtà da parte italiana questa collaborazione tra servizi è stata confermata mentre, ovviamente, da parte svizzera continua a venir negata, ribadendo la casualità del blocco stradale in cui incappammo.

Appreso questo senza grandi stupori, da parte nostra non c’è l’interesse ad un ulteriore ricorso, e quindi la sentenza emessa il giorno del processo al Tribunale Federale a Bellinzona, rimarrà
verosimilmente quella definitiva, ovvero le pene detentive tra i 3 anni e i 3 anni e 8 mesi (già scontate, con la riduzione dei 2/3) e pene pecuniarie e costi d’indagine che sommati superano i 70’000 franchi, e che ci si augura rimarranno a lungo in sospeso.

Ciò nonostante rimangono da coprire ancora una serie di spese e costi sostenuti per portare avanti il ricorso.

Versamenti solidali sono benvenuti sul conto della Cassa di Solidarietà contro la Repressione Aracnide,
numero carta 4023 6006 3446 0960
intestata a Giuseppe Caprioli con causale costabillysilvialiberi

Se dalla nostra parte dunque nessuna vera novità, dall’altro capo della faccenda, ovvero la controparte “assente-presente” IBM ed il Politecnico di Zurigo, dopo aver inaugurato nel 2011 il nuovo centro supertecnologico “Binning and Rohrer Nanotechnology Center” sotto un gran dispositivo di sicurezza anti “eco-terroristi”, lavorano ormai a pieno regime all’interno dei laboratori unici al mondo “noise-free”, dove in ambienti protetti dalle più infinitesimali influenze dell’ambiente (come possono essere vibrazioni o campi elettromagnetici) e “ultra silenziati”, possono ora fabbricare con precisione alla scala di 1 nanometro.
Nel super centro il lavoro procede in tutte le direzioni delle necrotecnologie: ricerca di base, tecnologie informatiche, manipolazione atomica, nano magnetismo, micro e nano fabbricazione, ingegnerizzazione della vita, intelligenza artificiale,… e, naturalmente, la “green technology”.
E nella routine quotidiana di gente perbene che fa’ un lavoro perbene, nell’indifferenza generale di una società “pacificata”, continuano a ricercare il lento e progressivo annientamento del vivente.

Contro le nocività e l’esistente tecno-scientifico

RESISTENZEALNANOMONDO [4]

Links:
——
[1] https://www.autistici.org/mailman/listinfo/tuttosquat
[2] http://bit.ly/1wS5RE9
[3] https://www.facebook.com/events/329485797236736/?ref_dashboard_filter=calendar
[4] http://www.resistenzealnanomondo.org/

Liberi tutti

Lunedi 24 Settembre Costantino “costa” ragusa é stato rilasciato ed estradato verso l’italia. Anche lui, come gli altri due ex detenuti, non è sottoposto ad alcuna misura restrittiva.
Silvia, Costa e Billy sono stati rilasciati dal carcere dopo aver scontato i 2/3 della sentenza.
I giudici hanno accordato loro il rilascio condizionale.
Costa e Silvia sono stati estradati verso l’italia, entrambi con il divieto di ritorno in Svizzera per 5 anni.

IBM a Trento

Nelle scorse settimane (il 13 e poi il 18, 19 e 29 aprile) si sono tenuti a Trento gli ICT Days, dove ICT sta per Information and Communication Technology. L’evento, organizzato dall’ università di Trento, dalla Fondazione
Bruno Kessler e da Trento Rise, ruotava attorno all’ inaugurazione di un nuovo laboratorio di IBM per la ricerca sul linguaggio automatico (“IBM language and knowledge center for advanced studies”) e dava considerevole spazio alla propaganda del progetto “Smart Cities”, altro settore di punta di IBM.

Bologna 3 Maggio – La macchina pensante: benefit per Billy, Costa e Silvia

CONTRIBUTO DI SILVIA PER LO SCIOPERO DELLA FAME DAL 20 AL 29 GENNAIO

Le nanotecnologie saranno uno dei punti all’ordine del giorno al Word Economic Forum. Questo è significativo su quanto esse, insieme alle bioteccnologie, sono più di un semplice sviluppo tecnologico. Rappresentano una scelta strategica e fondamentale per la sopravvivenza di questo sistema tecno-industriale, sono i mattoni con cui si ristrutturerà in ogni suo settore.

MARCO, SILVIA E BILLY IN SCIOPERO DELLA FAME CONTRO IL WEF

Questo è il testo che verrà distribuito alla manifestazione contro il WEF a Berna il 21/01/2012.
Marco, Silvia e Billy stanno preparando dei comunicati che a breve pubblicheremo.

Aggiornamenti su Billy

Billy, recentemente trasferito nel carcere di Regensdorf, comunica che la censura della struttura detentiva non gli consente di ricevere opuscoli e libri inviati tramite posta.

Per scrivere a Billy, Costa e Silvia:

Luca Bernasconi
c/o
PF 3143
8105 Regensdorf (ZH)

Costantino Ragusa
c/o
PF 3143
8105 Regensdorf (ZH)

Silvia Guerini
c/o
Anstalten Hindelbank
PF 45
3324 Hindelbank

MODENA – SERATA IN SOLIDARIETÀ A SILVIA, BILLY, COSTA E MARCO

Venerdì 18 Novembre

La scintilla – Strada Attiraglio, 66 zona mulini nuovi – Modena

Ore 21:00 cena benefit per i compagni

dopo la cena dibattito sulle nanotecnologie con alcuni attivisti

a seguire musica e dj set.